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DAL 31 AGOSTO AL CINEMA

IO È MORTO

Drammatico

Opera prima del regista e produttore Alberto De Venezia è stato presentato fuori concorso alla 71 Mostra del Cinema di Venezia e in concorso al Festival di San Paolo.
Il film, interpretato da Giulia Perelli, Andrea Cocco, Marina Suma, Paola Sebastiani, Augusto Zucchi, Carlo Mucari, Valeria Nardilli, Gigi Di Schiena, Helena Grompone si avvale delle musiche composte dal maestro Luis Siciliano, già vincitore del Nastro d’argento 2005 e candidato al David di Donatello.

DAL 31 AGOSTO AL CINEMA

IO È MORTO

Drammatico

Due giovani sposi, Maria e Giuseppe, hanno iniziato la loro storia su un palcoscenico, interpretando “Romeo e Giulietta”. E proprio il palco li esporrà alla vita. Tradimenti, lussuria, menzogne e dolori avvolgeranno il quotidiano di questi due personaggi che si troveranno a dover scegliere fra la vita, l’amore e la morte.

DAL 31 AGOSTO AL CINEMA

IO È MORTO

Drammatico

E’ un film dove importante non è tanto la logica di una trama che va oltre le barriere del realismo, ma la trasformazione dei sentimenti e delle emozioni. Il film punta a suscitare queste emozioni proprio infrangendo le barriere e le sequenze logiche. Solo quando la storia viene liberata dal suo senso comune nasce un sentimento vivo nel suo naturale sviluppo e nelle sue trasformazioni.

IO È MORTO

SINOSSI

    Maria è pronta a recitare in teatro l’ultima replica di Romeo e Giulietta. Nella platea scorge sua madre Maddalena appena rientrata da Broadway con la sua assistente Eva. L’arrivo inaspettato della madre turba il già precario equilibrio psichico di Maria; è sempre più gelosa del rapporto che si crea tra Maddalena e Giuseppe suo marito, anche lui attore. Neanche l’aiuto della dottoressa Procula sembra migliorare la situazione di Maria. La paura del tradimento e il ricordo del padre porteranno ad un funesto finale di violenza e allucinazioni. Rapporti madre/figlia, moglie/marito, amante/amica, travolgeranno chiunque, rendendo il “viaggio” verso l’”io” un percorso tortuoso, oscuro, sensuale e senza via d’uscita. I tanti finali del film lasciano addosso un senso di vuoto, di straniamento, di solitudine, una solitudine fedele compagna delle giornate di Maria, che la porta a rivivere ossessivamente l’evento drammatico che ha condizionato la sua vita. La protagonista, non appena trova il modo di difendersi dal passato, si trasforma in una donna crudele che cinicamente rivive e romanza il dramma della sua vita.

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